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24/01/2018 - cedolare secca - quando si paga

Il regime della cedolare secca per gli affitti è stato prorogato dalla nuova Legge di Bilancio per il 2018. Una buona notizia per i proprietari di casa, dal momento che tale tassazione prevede aliquote agevolate.

Il regime della cedolare secca è un’alternativa a quello ordinario. La cedolare secca è un regime di tassazione agevolato per i proprietari di case che prevede due tipi di aliquote, a seconda che si voglia affittare a mercato libero o a canone concordato. Si applica l’aliquota del 21% sugli affitti a canone libero oppure l’aliquota del 10% sugli affitti a canone concordato.

Le aliquote della cedolare secca agiscono come sostituti d’imposta. Vanno dunque a sostituire l’Irpef e tutte le addizionali, l’imposta di registro del contratto di affitto, l’imposta di bollo di 16 euro.

La cedolare secca si applica a partire dall’importo del canone annuo stabilito per l’affitto della casa, al quale si deve applicare il 21% di aliquota se si è optato per il libero mercato, il 10% se si è scelto il canone concordato.

Bisogna ricordare affittando la casa con il regime agevolato della cedolare secca si rinuncia adeguamenti del canone in base agli aggiornamenti Istat o altri aggiornamenti, non si può quindi modificare l’importo del canone chiesto all’inquilino e sono vietati gli aumenti di affitto per tutta la durata del contratto in regime di cedolare secca.

Se in fase di dichiarazione dei redditi si è fatto il Modello Unico, l’imposta si paga con il modello F24; se la dichiarazione avviene con il modello 730, l’imposta si paga direttamente tramite la busta paga.

La cedolare secca non si paga nel primo anno in cui si affitta casa, perché manca la base imponibile dichiarata su cui applicarla, si inizia a pagare l’anno successivo in riferimento alle entrate dell’anno precedente. Le scadenze sono le stesse dell’Irpef.

La cedolare secca si paga in due volte: il 95% a titolo di acconto (è dovuto se la cedolare secca supera 51,65 euro ed è ulteriormente spalmabile se l’importo supera il limite di 257, 52 euro) e il restante 5% a saldo l’anno successivo.

Ecco il caso in cui si aderisce alla cedolare secca nel 2018.

L’acconto deve essere versato in un’unica soluzione se l’importo è inferiore a 257, 52 euro entro il 30 novembre, in due rate (corrispondenti a due acconti) se l’importo è superiore a 257,52 euro. La prima rata deve essere saldata per il 40% del 95% dovuto entro il 30 giugno. La seconda rata deve essere saldata per il restante 60% entro il 30 novembre.

Il saldo, ossia il restante 5%, deve essere versato entro il 30 giugno dell’anno successivo (nel caso in esempio, il 2019) oppure entro il 30 luglio con una piccola maggiorazione dello 0,40%. Il saldo si riferisce sempre all’anno successivo a quello di riferimento.

I codici da utilizzare nel caso si versi tutto tramite il modello F24 sono:

1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata

1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

1842: Cedolare secca locazioni – Saldo